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Qatar: Doha vale più di uno stopover

Un Paese giovane, il Qatar, conosciuto più che altro per lo scalo internazionale di Doha da dove tutti gli appassionati di sud-est asiatico bene o male transitano. Ma c’è molto di più al di là di quella distesa di sabbia che si vede dal finestrino dell’aereo; c’è tanto da vivere oltre ai grattacieli che svettano luminosi.

Ciò che maggiormente colpisce è la soddisfazione degli expat che lo hanno scelto. L’80% del popolo, infatti, arriva da altri Paesi e, nonostante non verrà mai concessa loro la cittadinanza, affermano con sicurezza che è un bel posto per vivere. Un luogo sicuro, dove le opportunità non mancano, come conferma Federica Visani, giovane designer che si è aggiudicata un posto nella Fire Station, una fucina per creativi residenti in Qatar: basta avere un’idea che piaccia e i soldi per realizzarla non mancheranno.

Autonomia e sostenibilità

Non manca certo il denaro per uno sviluppo eco-sostenibile, tema molto sentito nell’emirato di Tamin Al Thani. Lusail City, ad esempio, è una città costruita da zero a poca distanza da Doha per circa 250mila abitanti ed è stata progettata per essere interamente eco-sostenibile. Altro esempio è il Msheireb, il primo progetto al mondo di ristrutturazione in chiave green: nuove architetture ispirate a quelle tradizionali locali per far rivivere il vecchio distretto commerciale, in pieno rispetto delle regole di bioedilizia.

Non manca nemmeno un piano per tutelare la bellezza del deserto bianco, in cui si insinua l’Inland Sea, per evitare incontrollate scorribande delle jeep, con conseguente inquinamento.

Arte e cultura

Tra i progetti dell’illuminata sceicca Mozah c’è quello di far diventare il Qatar il più importante polo culturale del Medio Oriente. Tra i più interessanti luoghi votati all’arte c’è il MIA (Museum of Islamic Art) di Doha. Da fuori assomiglia a una donna che osserva celata da un velo, dentro è un trionfo di bellezza: un vero viaggio attraverso la storia islamica, a partire dal più antico astrolabio per continuare tra tessuti, ceramiche e gioielli dall’eleganza contemporanea.

Il 28 marzo 2019 sempre a Doha ha aperto i battenti anche il museo nazionale progettato da Jean Nouvel ispirato alla rosa del deserto, ricreata con una serie di dischi di differenti dimensioni.

Per concludere l’esperienza artistica in Qatar, non può mancare la land art di Richard Serra. Con East-West/West-East, quattro lastre metalliche installate nella riserva naturale del Brouq, l’artista vuole invitare l’osservatore a coglierne i mutamenti e a seguire il flusso dei passi tra Oriente e Occidente. Non accontentatevi di pochi minuti per ammirarla, se volete coglierne la potente essenza.

Per le vie del souq

Nulla di artigianale a parte qualche bel tappeto, ma il profumo di oud, legno di agar bruciato negli incensieri, può essere una buona guida. Nonostante la maggior parte delle merci in vendita provenga dall’Oman, dalla Cina e dalla Turchia, è interessante vedere la vita che scorre tra i vicoli di Al Waqif alla luce della sera tra locali dove si gioca a dama e uomini che attendono davanti all’ospedale dei falchi il proprio turno. Da ricordare che il souq non apre prima delle 17.

Abbigliamento

Iil Qatar è un Paese arabo, dove le regole d’abbigliamento sono dettate più dalle tradizioni familiari che dalla religione. Così è meglio sapere prima di partire che non sono ammesse gambe e spalle scoperte, che in moschea le donne devono coprire i capelli e che il costume da bagno è consentito solo sulle spiagge degli hotel. Ma niente panico, è più semplice di quel che sembra.


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CHI SONO

Federica Giuliani

Federica Giuliani, giornalista e storyteller, viaggio per raccontare luoghi e cibi dal mondo. Il blog Travel To Taste è un marchio ®, per scrivere delle mie esperienze di viaggio narrate attraverso profumi e sapori: che si tratti di reportage giornalistici o di storie romanzate, passano sempre attraverso pennellate di colore ed emozione.

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