Zongzi: il fagottino dell’amicizia

Arrivarono quasi contemporaneamente all’appuntamento e presero posto al tavolo prenotato appositamente all’aperto. Era un giardino interno, riparato dalla strada trafficata, e ospitava pochi tavolini in ferro battuto apparecchiati in maniera semplice, ma elegante. Il mosaico blu aveva fatto optare per un’apparecchiatura senza tovaglia: solo piatti asimmetrici di ceramica, bastoncini di legno, una forchetta argentata dallo stile un po’ retrò e i bicchieri di vetro trasparente. A fare ombra in quella giornata di inizio primavera, c’era un pergolato su cui si erano arrampicate 3 piante di gelsomino non ancora fiorite.

Non si vedevano da qualche settimana e le cose da dirsi erano tante. Mentre versava il tè verde (un gyokuro, per la precisione) nelle piccole ciotole color lavanda, Clelia sorrideva come solo alla sua età si può fare, ma gli occhi rivelavano quella malinconia che aveva colpito Agata fin dal primo incontro. Quell’espressione un po’ triste lasciava trasparire ciò che avrebbe legato le ragazze: il dolore. Una sofferenza di lunga data, per una, e arrivata all’improvviso, per l’altra, che entrambe stavano cercando di trasformare in bellezza.

Impresa difficile? Forse sì, ma non impossibile. È dalle ferite che si ricevono le migliori lezioni dalla vita. Quelle ferite che possono trasformarsi a volte in lacrime ma, con lo scorrere del tempo, anche in sorrisi. Clelia ed Agata si sono conosciute per caso ma, probabilmente, questo non sarà l’ultimo pranzo intorno a uno zongzi o a qualunque altra specialità asiatica. Perché intorno al cibo nascono le storie con i migliori auspici.

Zongzi: storia e ricetta

Si dice che gli zongzi abbiano una storia millenaria e che venissero preparati per adorare gli antenati e le divinità. Tuttavia, ciò che ha reso popolare questa preparazione fino ai giorni nostri è la storia legata alla Festa delle Barche Drago nata durante il periodo degli Stati Combattenti (475 – 221 aC) in onore del poeta patriottico, Qu Yuan.

Ormai è uno snack che si può gustare ogni volta che lo si desidera, ma per tradizione gli zongzi vengono preparati il quinto giorno del quinto mese lunare, in occasione della festa. Mangiare questi fagottini è però, per i cinesi, un atto simbolico per esprimere i loro omaggi a Qu Yuan.

Ingredienti: riso glutinoso, foglie di bambù e alcuni condimenti come datteri rossi, carne e ceci.
Preparazione: lavare il riso, quindi farlo bollire per 15-20 minuti o immergere il riso in acqua per 2 ore. Lavare le foglie e metterle a bagno in acqua bollente per 5 minuti, quindi raffreddarle in acqua. Piegare una o due foglie fino a formare un cono e riempire con il riso e gli altri ingredienti a scelta, precedentemente marinati in salsa di soia. Avvolgere il tutto e legare il fagottino con una corda.
Immergere lo Zongzi in una pentola con acqua bollente e lasciare bollire per 2-3 ore. Far raffreddare e servire.

Del quadrato si può fare un cerchio?
Strade lontane si possono incrociare?
Vivo è il rimpianto per la via smarrita
nell’incerto cammino del ritorno.
A ritroso il mio carro si volge.
Confusa tra gli errori era la strada.

Qu Yuan

 

Write a comment

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.