Battistero Duomo Chieri

De Gustibus: a Chieri la ristorazione si fa sostenibile

Quando vado a provare un ristorante in un luogo che non conosco, mi piace fare un giro nei dintorni per capire il contesto. Così, prima di un piacevole pranzo alla tavola di De Gustibus ho passeggiato tra le vie di Chieri, piccolo e grazioso paese in provincia di Torino.

Tante le teorie sull’origine del suo nome: una dice che deriverebbe da kair, termine celtico che significa roccaforte, e suggerirebbe l’origine da un insediamento fortificato di epoca celtica. Un’altra ipotesi invece trova radici nel latino Cerium, città dei ceri, per la numerosa presenza di ceri votivi, anche grazie alle tante chiese cittadine.

Palazzi medievali e strade curate sono un motivo valido per trascorrere in centro qualche ora, ma il Duomo mi ha sorpresa per bellezza e raffinatezza. Fu edificato nel 1037 per volere di Landolfo, Vescovo di Torino, ed è tuttora uno dei maggiori esempi dello stile gotico piemontese. La facciata è suddivisa in cinque zone, mentre all’interno le tre navate sono decorate da diverse cappelle laterali, ma è il Battistero – con il soffitto tutt’uno con il cielo – ad avermi davvero affascinata: costruito probabilmente in epoca precedente rispetto al Duomo e annesso solo successivamente, custodisce splendidi affreschi quattrocenteschi attribuiti a Guglielmetto Fantini.

Ma non di sola arte si vive e De Gustibus offre un altro ottimo motivo per organizzare una gita a Chieri (da cui si può poi proseguire per Langhe e Monferrato).

De Gustibus, sostenibilità nell’essere creativi

Ultimamente si fa un gran parlare intorno al tema della sostenibilità. C’è chi dice sia necessario diventare vegani, altri – come me – sostengono invece che sia più equilibrato ridurre le proteine animali scegliendo con attenzione ciò che si mangia: qualità ed etica devono essere il fattore principe. Ma tutto questo come si applica nella ristorazione?

De Gustibus è un piccolo ristorante da sedici/diciotto coperti gestito interamente da due persone: Davide Cristaldi, lo chef, e Giulia Mandara, in sala. Un progetto comune nato in piena pandemia che, fin da subito, è stato impostato in modo da essere sostenibile economicamente e in fatto di sprechi. “Vedo colleghi con l’orto, con i pannelli fotovoltaici che poi non riescono a gestire le scorte, la spesa, il foodcost. E gettano via tantissimo cibo. Come può essere sostenibile un ristorante del genere?” dice Cristaldi.

Su queste basi, il ristorante non ha un menù fisso ma i piatti vengono raccontati ogni sera ai commensali, a partire dall’articolato benvenuto. In questo modo non ci sono sprechi e non si rischia di sforare con i costi a causa di aumenti imprevisti delle materie prime: i piatti vengono decisi giornalmente in base alla reperibilità degli ingredienti e, così facendo, viene offerta una proposta sempre nuova che invoglia il cliente a tornare.

Ogni ricetta è un viaggio che racconta dei colori di Sicilia, terra d’origine dello chef, ma anche di terre lontane senza trascurare, naturalmente, i sapori tipicamente piemontesi. L’accoglienza attenta ma informale di Giulia Mandara accompagna nel percorso alla scoperta del mondo variopinto ed elegante di Davide Cristaldi.

De Gustibus, è aperto solo a cena, dal martedì al sabato e la domenica a pranzo.Chiuso il lunedì.

Via Martiri della Libertà 9 10023 Chieri (TO) | t  011 9400713