Il Giardino di Daniel Spoerri: dalla Eat Art al parco artistico vicino a Siena

Una scoperta casuale e improvvisa, girovagando tra le colline in provincia di Grosseto. Quello di Daniel Spoerri è un parco artistico da esplorare a piedi, con calma, accompagnati dal frinire delle cicale.

Aperto al pubblico nel 1997, è situato alle pendici del Monte Amiata, a circa 60 chilometri a sud di Siena. Le mappe antiche definivano questo luogo “Paradiso”, forse per il clima mite ma anche per la posizione privilegiata, in cima a una collina.

Daniel Spoerri, eclettico artista svizzero di origine romena, qui volle allestire un’area campestre di 16 ettari con opere d’arte contemporanea, avvalendosi di importanti artisti come Eva Aeppli, Arman, Erik Dietman e Jean Tiguely.

La vegetazione lasciata per lo più allo stato selvaggio (a eccezione dei sentieri) è parte integrante del progetto: lungo il percorso, infatti, bisogna aguzzare gli occhi per scorgere le creazioni più piccole e curiose. Le installazioni maggiormente scenografiche sono certamente la Chambre n.13, i giganteschi suonatori di tamburi seguiti da 160 oche e altre figure misteriose come draghi sputafuoco, nani e guerrieri, in un ricco allestimento in bilico tra sogno e realtà.

Nel punto più alto del giardino, poi, c’è il labirinto, costituito da un sentiero murato lungo 500 metri, la misteriosa formazione circolare di teste equine, ideale ombelico del mondo, con vista panoramica a 360° che dalla montagna arriva fino al mare.

Tutto è in armonia con l’ambiente, fatto di macchia mediterranea, olivi e castagni.

Un luogo alchemico, dove interrogarsi sul ruolo dell’Uomo sulla Terra e dove mettere alla prova tutti i cinque sensi. La visita parte dal piccolo borgo adiacente al parcheggio e dura circa tre ore; di fronte alla biglietteria c’è anche un piccolo ristorante dove provare le specialità della cucina toscana. E se avrete la fortuna di incontrare Spoerri, concedetevi del tempo per una conversazione ad alto contenuto di bellezza.

Il mio reportage sul Parco pubblicato su CamperLife/aprile 2022

La Eat Art di Daniel Spoerri

Mai come oggi il cibo è al centro di conversazioni e programmi televisivi, ma fu Daniel Spoerri, nel 1967, a inventare la Eat Art in quanto performance interattiva. L’artista ha da sempre una vera passione per tutto ciò che ruota intorno al cibo, utensili compresi. Con questo movimento Spoerri intendeva avviare una riflessione critica sui principi fondamentali della nutrizione, ma anche celebrare la ritualità del pasto quotidiano. Un esploratore contemporaneo a cui va il merito di avere illustrato in maniera pop l’attrazione dell’umanità nei confronti del tema cibo, osservato come interfaccia fondamentale fra arte e vita.

Tra le sue tante opere, famosi sono i tableaux-pièges (letteralmente quadri-trappola) che non riguardano solo il cibo, ma tutta una costellazione di oggetti conviviali che testimoniano un ordinamento culturale e sociale della nostra vita. Le tavole verticali si trasformano quindi in opere paradossali che, mentre cercano di completare il passaggio evolutivo del cibo da atto per la sopravvivenza a un rituale staccato dalla quotidianità, finiscono per deteriorarsi davanti agli occhi degli spettatori, che si ritrovano a riflettere su cibo, arte e morte.

 

Guarda il video che ho realizzato.

Info utili

Il parco è visitabile dal mercoledì alla domenica, dalle 10.30 alle 17.30. Dal 1° novembre al 31 marzo solo su prenotazione.

Ingresso: 10 € adulti | 8 € studenti | gratuito per bambini fino a 8 anni

Info: www.danielspoerri.org