Soul Kitchen Torino | La cucina gentile è anche gourmet

Sono trascorsi dieci anni dal mio viaggio in Corea del Sud. Un mese dedicato ad arte e tradizioni, rimasto tra i ricordi più belli anche grazie alla cucina, soprattutto agli Healthy Restaurant: locali dove, tra le altre cose, non si mangiano proteine animali. In Corea si presta molta attenzione alla salute di corpo e mente, non per niente si è sviluppata una particolare pratica: la cucina del tempio, che unisce buon cibo (rigorosamente vegetale) e meditazione. Sull’argomento ho avuto anche l’onore di intervistare la monaca buddista Jeong Kwan.

E una cena da Soul Kitchen, ristorante di Torino di sola cucina vegetale, mi ha riportato alla mente quella filosofia. Luca Andrè – chef e patron – si è avvicinato alla filosofia vegana già da ragazzino, ma prima di riuscire ad applicarla nella professione ha fatto esperienza a lungo in molte cucine italiane, cercando di trovare un compromesso tra le necessità lavorative e quelle etiche. L’incoscienza e il coraggio della giovinezza lo hanno spinto ad aprire – esattamente dieci anni fa, proprio nell’anno del mio viaggio in Corea – un ristorante dove applicare passione e creatività legate al mondo vegetale.

In questi dieci anni Luca è cambiato e cresciuto insieme a Torino, una città dove si fanno tante cose ma che quasi si vergogna a raccontarle. Sì perché Soul Kitchen è un locale che molti vedrebbero meglio a Milano (città natale di Andrè), ma che sono felice prosperi in Santa Giulia, lontano dai riflettori e dal caos di alcuni quartieri alla moda.

La proposta di Soul Kitchen

Le analogie con la cucina coreana del tempio sono tante. Innanzitutto l’estetica: i colori, i dettagli (stoviglie comprese) e la composizione appagano al primo sguardo. Gli ingredienti, poi, raccontano di un mondo gentile dove il palato viene soddisfatto anche da un (apparentemente) semplice porro servito con tartufo o dalla giardiniera con Pak Choi e salsa di Kimchi, che non fa rimpiangere il tonno.

Curioso l’assaggio della carne stampata in 3d che, credimi, ha l’aspetto e la consistenza di un vero filetto di manzo. Una scoperta interessante (mi raccomando, non confondere carne coltivata e stampata) ma che, sinceramente, non mi appassiona come i Plin ripieni di verza e proteine della soia su base di fondo bruno, in cui spicca l’umami tipico dei funghi.

Soul Kitchen non è un ristorante per soli vegani: io non lo sono ma non vedo l’ora di tornare. Ho già prenotato!

La scelta migliore per godersi il viaggio è quella di optare per la degustazione che, nonostante le tante portate, ti lascerà un piacevole senso di leggerezza perché Soul Kitchen è ricerca, sperimentazione ma, soprattutto, piacere. 

E se vuoi sorprenderti già dall’aperitivo, inizia con un Negroni analcolico: il gusto è assicurato.

Soul Kitchen | Via Santa Giulia, 2 Torino | t 011 884700