Il magico mondo dell’incenso: profumo e benessere da bruciare


La fiamma accende il carbone e una mano elegante fa cadere una polvere iridescente: stretta tra indice e pollice, viene lasciata andare lentamente e il fumo si alza leggero, inebriando la mente.

Sembra facile dire incenso. Tutti conoscono i bastoncini provenienti dall’India, io utilizzo quelli di Sai Baba per la qualità di preparazione, ma cosa sapete di resine e incenso in grani? Conoscevo poco anche io questo mondo, ma dopo aver partecipato a un laboratorio tenuto da Sabrina Grandoni, infermiera appassionata di essenze naturali, ho capito che bruciare incenso non è solo un rito ma uno strumento per vivere meglio.

Cos’è l’incenso

L’incenso è una gommoresina solidificata proveniente dalla secrezione di piante della famiglia delle Burseracee, che rappresenta una grande risorsa per i popoli che abitano le zone da cui proviene. È, infatti, un prodotto sostenibile che non necessita di abbattimento di alberi (come nel caso della produzione dell’olio essenziale di sandalo) ma della sola incisione della corteccia, fino alla fuoriuscita del lattice.

In particolare, in Etiopia nascono la Boswelia, con 7 specie diverse, da cui nasce l’incenso olibanum e la Commiphora, con 50 specie, da cui deriva la mirra.

Gli incensi si dividono tra quelli in grani (che sprigionano profumo naturalmente) e quelli in bastoncino, che però è necessario assicurarsi che siano composti solo da: bastoncino di bambù, oli essenziali puri e polveri di natura vegetale.

Proprietà dell’incenso naturale

Nella medicina tradizionale etiope le resine di Boswellia e di Commyphora vengono usate come antibatterico, espettorante, antisettico e, nelle zone più desertiche, vengono masticate per alleviare la sete. Utilissime come repellente naturale contro zanzare e insetti.

Come si utilizza la resina

Resine, legni ed erbe devono essere bruciati. Quindi il metodo più comune è quello del carboncino. In questo modo si ottiene un effetto più intenso.

Se non si vuole troppo fumo, si può utilizzare un diffusore per oli essenziali; l’importante è avere l’accortezza di mettere un foglio di carta di alluminio nel contenitore per distribuire meglio il calore e non sporcare la superficie.

Infine, sci si può avvalere di un diffusore con candeline su cui si pone una retina; in questo caso si otterrà una fumigazione delicata ma persistente.

La mia miscela

 

Alla fine della giornata di laboratorio ci è stato chiesto di creare la nostra miscela, in base a quello che avevamo appreso e annusato. Io ho scelto copale oro, copale bianco (resine fossili) e benzoino di Sumatra: tutti hanno proprietà utili a stimolare la creatività e liberare la mente. L’ho chiamata Luce.