Storia di un ritorno e di polpo alla galiziana

Era un giorno di primavera, la stagione che più di tutte è in grado di far fiorire nuovi amori e di rinverdire sensazioni sopite.

La memoria era rimasta a molti anni prima quando, un po’ per incomprensioni un po’ per arroganza, le comunicazioni si erano interrotte. Ricordava le confidenze, le serate d’inverno a chiacchierare fino a tarda ora, i momenti rubati al lavoro per fare due chiacchiere. E nel tempo le era mancato tutto.

In quel giorno assolato si svegliò felice, per aver avuto la forza di riconoscere i propri errori e per aver tentato di recuperare. Si vestiva sempre con cura, ma ci mise un’attenzione particolare: scelse il rosso per una dose in più di coraggio.

Come sempre, soprattutto quando l’emozione accelerava battito cardiaco e la lancetta dell’orologio, arrivò in anticipo. Giusto il tempo per respirare e mostrarsi allegra e rilassata al punto giusto, senza sembrare disinteressata.

Seduti al tavolo di un grazioso ristorante le parole uscirono da sole e, anche se la confidenza si era un po’ persa tra le pieghe del tempo, fu subito chiaro che nulla era perduto.

Una conversazione fitta, fino all’arrivo del piatto scelto: tanto bello e profumato da distrarla fino al momento dell’ultimo boccone.

Polpo alla galiziana

Il polpo alla gallega è un piatto spagnolo molto apprezzato. A base di polpo e patate, ha una caratteristica fondamentale: bisogna cuocere le patate nell’acqua del polpo. Il tutto viene poi condito con olio evo, prezzemolo, sale e, soprattutto, paprika dolce.

È usanza prepararlo nei giorni di festa quando i polpi vengono cucinati all’aria aperta dalle pulpeiras, che li estraggono dalle grandi pentole di rame tramite l’ausilio di ganci di ferro per poi appenderli a raffreddare.

L’abitudine è quella di servirlo a piccoli pezzi su piattini di legno, da cui si attinge con le mani o con gli stuzzicadenti.

Il rosso della paprika accende di colore questo piatto tutto sommato dal sapore delicato, donandogli una piacevole nota affumicata.

E quest’anno ho scelto proprio la Spagna per le mie vacanze on the road: tre settimane di esplorazioni gastronomiche in regioni poco battute dal turismo (o almeno così pare). Vi saprò dire. 😉

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