Blu Marocco: non solo Chefchaouen


Il blu è uno stato d’animo. Camminare in un ambiente dipinto di questo colore è come galleggiare senza gravità, ma con i piedi saldi a terra. Il blu si insinua nei pensieri, nelle parole, sulla pelle tingendo tutto con le sfumature del cielo e rendendo limpida la mente. In Marocco non è difficile lasciarsi ammaliare dai colori, sono ovunque, ma solo il blu ha poteri magici: riesce a toccare le corde dell’anima come una musica bene eseguita. Il più famoso dei paesi blu marocchini è Chefchaouen, ma non è certo il solo.

 

Chefchaouen: come nuotare

 

Una perla di montagna, che fino a pochi anni fa era considerata sacra e, perciò, inaccessibile ai non fedeli. È inutile cerca di capirne la conformazione: l’unico modo per scoprirla è perdersi per i suoi vicoli, salire scale, affacciarsi nei cortili, sedersi a guardare e fermarsi a conversare con gli abitanti. Qui, un uomo alto e dalla pelle segnata dal sole mi ha detto di vedere nei miei occhi un’anima gentile e sincera. Queste e altre parole, dette con una voce calma e profonda, hanno risuonato a lungo nella mia testa, strappandomi un sorriso inaspettato ogni volta. Anche se è un piccolo paese merita una giornata di visita e, magari, anche una notte. Per ammirarla poi alle prime luci dell’alba.

 

Essaouira o Mogador

 

Turistica e brulicante, va affrontata senza pregiudizi. Non bisogna farsi intimidire dai procacciatori un po’ insistenti all’ingresso della kasbah, ma lasciarsi guidare dall’istinto in cerca di bellezza. Solo così si riuscirà ad allontanarsi dal porto sicuro dei negozi di souvenir per trovare quelli degli artigiani, che lavorano legno e ferro, o piccoli ristoranti deserti dove si verrà accolti come ospiti tanto attesi in una giornata di festa. Nel mercato, invece, non si possono non assaggiare le olive, i datteri ripieni di noci e i pesci appena pescati, grigliati al momento. Sotto i Portoghesi Essaouira si chiamava Mogador e ancora oggi esiste un punto di blu che porta quel nome: bello come il mare dei Tropici si trova da acquistare anche in polvere, come pigmento.

 

Larache: un tormentato passato

 

Contesa per lungo tempo, Larache è oggi il risultato delle tante dominazioni. Domina la costa dall’alto di una terrazza sull’Oceano e, a prima vista, può sembrare una città un po’ abbandonata a se stessa. Eppure, lasciando la parte più moderna e addentrandosi nella vecchia kasbah, si scopre un mondo vivo e colorato di blu dove le donne portano ancora a cuocere il pane nel forno comune e i bambini giocano per strada indisturbati. Sono i dettagli che fanno innamorare di questo angolo di Marocco ignorato dai turisti. Basta saperli cogliere.

 

Asilah: elegante medina

 

Bianca e blu come un’isola greca, la medina di Asilah è troppo perfetta per essere vera. Eppure, i bastioni portoghesi, le antiche porte e gli edifici in stile islamico e andaluso, ne fanno un vero gioiello. Non tutto è blu come a Chefchaouen, ma piano piano il colore delle anime serene pare si sia impossessando anche di questo paese.