Turchia | Izmir è una signora gentile


Izmir si sveglia lentamente e si mostra un po’ stropicciata, come se la sera prima avesse fatto un po’ tardi. A differenza di altre città turche, dove già alle prime ore del mattino la vita scorre frenetica tra merci da consegnare e negozi da aprire, qui rimane tutto ovattato fino a quando il sole non scalda deciso.

Sul lungomare si scorgono solo le lunge canne dei pescatori, che si riflettono nelle acque placide, mentre l’aria profuma di simit. Mi sveglio presto ogni mattina di questa primavera che mi accoglie a Izmir, per respirarne ogni attimo, ogni refolo di vento.

Anche se del suo storico passato rimane poco, una passeggiata nell’Agorà è doverosa. Senza lasciarsi distrarre dai palazzi che la circondano, bisogna farsi trasportare dall’immaginazione e pensare alle trattative che si svolgevano nella piazza del mercato voluta in origine da Alessandro Magno e fatta ricostruire da Marco Aurelio dopo il terremoto del 178. Sotto le arcate, vicino alla fonte, è facile rivedere i commercianti e acquirenti aggirarsi sul selciato. Curiose, invece, sono le pietre tombali su cui spicca un turbante o una decorazione con fiori, a indicare la sepoltura di un uomo o di una donna.

izmir bazar

A pochi passi dall’Agorà, si trova il mercato alimentare cittadino, dove si può trovare ogni genere di merce fresca: pesce, frutta, verdura e carne sono esposti come nella più bella delle vetrine. Il Kemeraltı Bazar, invece, risale al XVII secolo e si sviluppa nell’area adiacente alla moschea di Hisar, uno dei simboli ottomani di Izmir.

Al centro del bazar è situato uno scenografico caravanserraglio, ora adibito a bar, dove riposare al fresco durante una pausa dallo shopping. Nel bazar ci si deve lasciar rapire dalle tante merci in vendita: lampade colorate, occhi di Allah contro la malasorte, sapone profumato, acqua di colonia al limone per pulire e profumare le mani, bichieri dalla tipica forma di tulipano e, naturalmente, tappeti. Peccato, però, non avere trovato i lokum alla rosa.

La Turchia non mi delude mai. Anche quando sulle prime si dimostra scontrosa è, come Izmir stessa, una signora gentile con cui chiacchierare amabilmente sorseggiando un çay.

Simit

simit

Ingredienti: 500 g di farina, 300 g di acqua, 7,5 g di lievito fresco di birra, 2 cucchiaini di sale, 140 g di semi di sesamo tostati, 60 g di melassa d’uva, 60 g di acqua

Preparare la pasta versando l’acqua in una ciotola e sciogliendovi il lievito. Aggiungere il sale e 1/3 della farina e mescolare fino a ottenere una pastella. Continuare ad aggiungere la farina a poco a poco, mescolando, per ottenere un impasto compatto. Lasciare lievitare per una notte.
La mattina seguente, lavorare velocemente la pasta una seconda volta e formare 8 palline, infarinarle e lasciarle riposare per 15 minuti. Formare gli anelli di pasta, immergerli nella melassa allungata con l’acqua, scolare l’eccesso di liquido e cospargere su ognuno i semi di sesamo tostati. Disporre i simit su una teglia da forno e cuocere nel forno preriscaldato a 200 °C per circa 30 minuti.

Il profumo dei simit appena sfornati vi trasporterà in un attimo in Turchia, dove vengono acquistati di mattina presto agli angoli delle strade.

Da maggio 2015 Izmir è facilmente raggiungibile da Milano e Roma con SunExpress che opera con due voli settimanali.