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Se siete approdati qui, probabilmente state partecipando alla prima Caccia al Tesoro VIA su Internet? Qui sul mio blog, in questo post, ospiterò la terza tappa. Vi aspetto!

Chiunque potrà partecipare anche a gioco già iniziato ma ovviamente dovrà cominciare dal principio! Per tutte le info vai alla pagina Facebook di VIA

Liberate la vostra voglia di divertimento e battetevi valorosamente fino all’ultimo indizio! Buona fortuna a tutti.

Vite parallele

Vivere sott’acqua non facile. In pochi ti vedono perché devi rimanere invisibile il più possibile. Nessuno potrebbe credere che sia vero e non lo credevo nemmeo io, prima di vedere con i miei occhi. Sopra di te lampadari scintillanti, cristallerie ed ampi saloni in cui persone in abito elegante si muovono a passo di musica, ignari della tua presenza.

Eppure, al di là di quella spessa e pesante porta frangifuoco, un paio di piani sotto il livello del mare vivi con altre decine di persone come te. I soffitti bassi, i corridoi opprimenti e gli ambienti angusti sono la vostra casa e quando ci ho messo piede, quella volta per caso, mi sono sentita come risucchiata improvvisamente in uno spazio temporale lontano anni luce da dove mi trovavo pochi attimi prima.

La coltre di fumo rendeva l’aria irrespirabile, almeno per me, e tu ti sei seduto al bancone del bar con un bicchiere di rum in una mano e la sigaretta nell’altra. Sembrava di essere stati catapultati in un affollato bar di una qualche città del sud est asiatico.
Tutti mi guardavano attoniti perché non avrei dovuto essere lì, sul piano dove l’equipaggio della nave vive una vita parallela a quella sovrastante, fatta di agi ed allegria.

Cercavo una bottiglia d’acqua nel momento sbagliato e tu, gentilmente, mi hai portato nel tuo mondo, dove si vive senza la luce del sole e in spazi minimi a stretto contatto con gli altri. Persone che, forse, in caso d’incidente nessuno andrebbe a cercare e che, nella maggior parte dei casi, parlano lingue difficili da comprendere.

Chissà se su quella nave, quel grande gigante ferito, c’eri anche tu. Sicuramente però c’erano tanti che come te vivono nell’ombra una vita difficile da spiegare e da comprendere.

Vagando nel web in cerca di notizie di vario genere, ho trovato alcuni siti dove si parla della valigia del viaggiatore e mi è venuto un po’ da sorridere ripensando alla mia, di valigia, quando ho iniziato a viaggiare molti anni fa.
L’inesperienza, infatti, fa credere di doversi portare dietro le cose più assurde caricandosi di peso ed oggetti assolutamente inutili.

Le liste che ho trovato nel web, invece, mi fanno un po’ inorridire perché mi fanno domandare il motivo per cui la gente viaggia, se nutre così tante paure.

  • Bicchieri, posate, piatti: per igiene, dicono. Ma che figura può fare uno che si porta al ristorante o a casa di qualcuno questi strumenti?
  • Creme solari ed insetticidi: per esperienza personale, dico che è sempre comprarli in loco. Nei Paesi trpopicali, ad esempio, le nostre creme solari, anche ad alta protezione, non sono efficaci. I loro prodotti invece sono creati apposta per quelle latitudini
  • Medicine: disinfettanti, emostatici, gocce auricolari, cortisone, antibiotici, spray gola, decongestionante nasale e molto altro. Vi svelo un segreto, a parte qualche destinazione molto particolare, in ogni Paese esistono le farmacie

Questi oggetti, però, sono comprensibili. Ho trovato invece altri siti dove si consiglia di portare:

  • Uno spremiagrumi: ma perché? Non si può bere una spremuta seduti in un locale o acquistata in un baracchino per strada?
  • Un catino per lavarsi: beh, forse se si conta di dormire sotto i ponti può essere utile
  • Un fermaporte: per bloccare la porta d’ingresso, dice. No comment
  • Salvagente: no comment
  • Una moka e una piastra elettrica: non se ne può fare a meno?

Adesso vi dico cosa io reputo oggi indispensabile, lista che negli anni si è notevolmente accorciata.

  • Medicine: antidolorifico, antibiotico intestinale, antipiretico
  • Quaderno e penne per l’immancabile diario di viaggio
  • Fotocamera con obiettivi e caricabatterie
  • Netbook
  • Detersivo in tubo per i panni: porto solo un cambio completo e lavo strada facendo
  • Guida e cartina stradale
  • Occhiali da sole
  • Documenti e carte di credito

Tutto il resto può essere acquistato sul posto se necessario, in primo luogo perché molti prodotti, come le medicine, sono molto più convenienti che in Italia e poi perché sostengo il principio per cui sia giusto sostenere l’economia locale anche attraverso le piccole cose.

Stelle ed Hotel

Qualche giorno fa, leggendo il post di Federica Piersimoni sull’ hotel a Sharm el Sheik in cui ha soggiornato, ho pensato a quanto sia corretto il principio per cui le stelle degli hotel rappresentino uno standard nella teoria ma non nella realtà.
Ci sono luoghi come l’Alto Adige dove una modesta pensione familiare risulta estremamente accogliente e pulita. Ci sono posti che sorprendono come il Rajasthan, dove non mi sarei aspettata di trovare alberghi semplici, economici ed estremamente curati.
In estremo Oriente è possibile dormire in hotel 4 e 5 stelle spendendo abbastanza poco ed ottendeno un servizio da Re in camere realizzate in teak e bagno con vasca idromassaggio.
In Medio Oriente e in Africa, invece, è facile imbattersi in strutture un po’ decadenti che ricordano i fasti di un tempo che fu.

Per l’ultima visita ad Istanbul, qualche settimana fa, ho acquistato su Booking (servizio che mi delude ogni volta di più, ma questa è un’altra storia) una camera al Legacy Ottoman Hotel.
Posizione strategica, nella zona pedonale di fronte al bazar delle spezie, e grandi dimensioni per questo hotel 5 stelle che, a prezzo di listino, costa 350 euro a notte. Lampadari scintillanti, marmi lucidi e salottini dal dubbio gusto accolgono gli ospiti in una hall gigantesca.

Mi chiedo però se sia accettabile che un albergo dal costo così elevato offra un bagno con le fughe delle piastrelle ammuffite, la moquette della stanza macchiata e polverosa ed i muri non tinteggiati di recente?
La cosa che però mi ha più infastidito è stata la sala della colazione dove non solo il panorama era offuscato dalle grandi vetrate mai, e dico mai, lavate ma, soprattutto, una svogliata cameriera che puliva i tavoli intorno a chi la colazione la stava ancora facendo, lasciando resti e piatti sporchi a giacere proprio lì a vista per tutto il tempo.

Ora, so perfettamente che le stelle vengono assegnate in base ai servizi offerti ma credo che la pulizia e la cura dei dettagli dovrebbe essere alla base di tutto. Se non posso più essere sicura dell’albergo che scelgo nemmeno basandomi sulla categoria (ovviamente il discorso non è generalista ed assoluto) e, quindi, sul prezzo che altra modalità ho? E, soprattutto, albergatori (e si sentano coinvolti anche quelli italiani)…capisco i costi di gestione però fare il proprio lavoro bene dovrebbe essere la prima cosa.

Qualche settimana fa avevo preannunciato una nuova collaborazione in arrivo. E’ giunto il momento di svelare di cosa si tratta e di invitare tutti voi a viaggiare con me, nel vero senso della parola.

VIA Travel Design è un Tour Operator composto da persone che hanno fatto della propria esperienza un veicolo per far viaggiare gli altri. Gli itinerari per piccoli gruppi sono la loro forza, per permettere ai partecipanti di scoprire il mondo come viaggiatori solitari ma con la sicurezza e l’organizzazione di chi del viaggio ne ha fatto un mestiere. Con VIA condivido pienamente l’idea che sia possibile viaggiare anche in luoghi meno remoti con curiosità ed attenzione alla diversità apprezzando ogni luogo ed istante. Fondamentale è la valorizzazione del viaggio anche attraverso un comportamento responsabile, rispettando e sostenendo la popolazione indigena, la sua cultura ed il territorio. Pernottamenti, quando possibile, in strutture locali ecocompatibili di ridotte dimensioni ed organizzazione di piccoli gruppi per non invadere i luoghi in maniera sconsiderata sono alcune delle regole dei tour organizzati da VIA. L’obiettivo è quello di far entrare chi viaggia in un mondo di condivisione e scoperta. Non si tratta solamente di vedere luoghi splendidi ma soprattutto di vivere un’esperienza unica attraverso una completa immersione nel luogo.

Da adesso uno dei numerosi viaggi proposti da VIA sarà accompagnato da me e dal fotografo Giovanni Tagini, lungo un percorso che va oltre gli schemi classici del viaggio organizzato, durante il quale si impareranno le tecniche giuste di ripresa e la capacità di approfondire la cultura del Paese per carpirne l’anima, interagendo con persone e vivendo le situazioni in una maniera nuova e professionale.
Due settimane alla scoperta del lato gourmet del Vietnam con due accompagnatori d’eccezione che metteranno al servizio dei partecipanti le proprie competenze per insegnare loro trucchi e curiosità sulla fotografia, la cucina tipica locale, sia raffinata che di strada, e sull’affascinante mondo delle spezie.

Per scoprire il programma completo del viaggio visitate la pagina dedicata a Vietnam Gourmet con partenza prevista il 20 aprile 2012.

Quanto io ami la Turchia credo sia chiaro a tutti. E’ altrettanto palese e reale però che, nonostante ne sia profondamente innamorata, io riesca ad essere sufficientemente oggettiva per vederne i difetti.
Tanto mi piace la sua cucina, ad esempio, quanto non riesco ad esimermi dal parlare anche dei piatti che non mi piacciono come le çig köfte.

E’ giusto che se qualcuno parte dopo aver letto i miei racconti riesca ad avere un quadro completo e realistico della Turchia, specialmente perché vorrei che venisse apprezzata come merita ma senza alcun belletto inutile, non ne ha bisogno.

Certe cose capitano solo in luoghi ad alta concentrazione turistica come Istanbul ed è divertente osservare i metodi dei turchi per attirare qualche cliente in più e le reazioni degli stranieri.
Il centro città è pieno di volenterosi lustrascarpe che, armati di sgabellino, spazzola e lucido, cercano di lucidare anche plasticose infradito. E’ un lavoro come un altro ed a volte può risultare piuttosto utile.

Non è un’attività per turisti, è un servizio che i locali utilizzano comunemente così come vanno giornalmente a farsi fare la barba dal kuaföru, solo che se ne vedete uno davanti a voi mentre passeggiate per le belle vie della città a cui improvvisamente cade una spazzola avete due opzioni: proseguire per la vostra strada ignorandolo o raccogliere l’oggetto inseguendo l’uomo che vi sarà per sempre riconoscente, soprattutto dopo che vi avrà pulito le scarpe e chiesto un’offerta per il lavoro che, giurava pochi minuti prima, vi avrebbe offerto.

Nulla di male in entrambi i casi, basta però essere coscienti di quello che si fa per evitare spiacevoli discussioni.

E’ trascorsa qualche settimana da vitanova11 ma oggi, in questa giornata un po’ uggiosa e fredda, sento la mancanza del tempo trascorso nel centro benessere dell’Alpin Wllness Hotel Kristiania.

Legno, pietra e acqua creano un ambiente caldo ed accogliente offrendo piscine, saune e bagni di vapore con trattamenti che trovano ispirazione nel lontano Oriente, come il suggestivo shirodara.

Tra le saune la più originale è quella denominata ‘acqua e fuoco‘. Al suo interno, ad intervalli fissi, si mette in moto un meccanismo che immerge pietre roventi in un contenitore di acqua creando un piacevole vapore.

All’esterno, una vasca idromassaggio situata vicino ad un biolago in cui giacere lasciandosi cullare dai suoni della natura ed ammirando, se si è particolarmente fortunati, i fiocchi di neve cadere leggeri.

Per un rilassamento completo non ci si può esimere dal provare uno dei numerosi trattamenti proposti come il massaggio ai burri vegetali alle erbe alpine. Un’ora sospesi nello spazio e persi nel tempo che sembra infinito, tanto è la distensione fisica e mentale che ne consegue.

L’Alpin Wellness Hotel Kristiania si trova in Val di Sole ed offre un ambiente accogliente ed elegante. Il ristorante annesso propone una cucina tipica degna di essere degustata accompagnata da ottimo Trentodoc.

Qui il benessere non può che essere completo, tra ottimo cibo e una SPA in cui trascorrere piacevoli ore facendosi consigliare sui percorsi più adatti dal preparato personale.

Ecco, in questo momento vorrei proprio essere immersa nella vasca esterna con il dream team Vita Nova con cui ho condiviso momenti divertenti ed emozioni uniche.

Per info: Hotel Kristiania

Istanbul, a cavallo tra due continenti, è una delle città più affascinanti del mondo. La conosco bene dall’alto dei miei numerosi viaggi in Turchia, nonostante ciò ogni volta mi sorprende e mostra lati segreti, come se volesse svelarli solo a chi la apprezza davvero.

Ad ovest di Eminönü, abbarbicati sulle colline che guardano il Corno d’Oro, si trovano tre quartieri suggestivi che però sembrano essere sospesi in un luogo senza tempo dove anche i cellulari faticano a ricevere: Fener, Balat e Fatih. Sembrano intersecarsi tra loro senza distinzioni evidenti ma, in realtà, rappresentano ognuno un villaggio a sè con caratteristiche peculiari.

Fener è l’antico quartiere greco con le sue strette strade che si inerpicano ripide fino a raggiungere il maestoso Liceo greco ortodosso dalle alte e rosse pareti. Qui ha anche sede il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, è una delle cinque sedi principali della chiesa cristiana. In ordine di importanza, il patriarcato di Costantinopoli è il secondo dopo Roma, e precede Alessandria, Antiochia e Gerusalemme.

Fatih è la zona più conservatrice di Istanbul dal punto di vista religioso. Ci vivono soprattutto immigrati provenienti dall’ est della Turchia, persone molto attente ai dettami religiosi, ma che arricchiscono la città con le tradizioni culinarie che appartengono ai loro villaggi, facendo sì che il quartiere venga ormai denominato centro gastronomico della città.

Balat, infine, è stato a lungo il quartiere ebraico. Gli ebrei però cominciarono a lasciare il quartiere a seguito del terremoto avvenuto nel 1894, spostandosi nel quartiere di Galata o emigrando in Israele. Questo abbandono è coinciso con un periodo di trascuratezza che ha causato il degrado di molti edifici che solo utlimamente sono stati oggetto di rivalutazione e ristrutturazione. La zona ospita tre sinagoghe di cui la più bella è certamente quella di Arhida.

Nel labirinto di strette vie una vetrina si distingue tra le altre, quella di Penelope Art Gallery, uno straordinario negozio di anticaglie dal gusto un po’ bohemienne dove poter acquistare oggetti di pregio o gustare un çay bollente ascoltando Joan Baez.

Ogni angolo di questi quartieri riserva qualcosa di nuovo ed inconsueto da osservare e negozi di artigiani dove sfogare il desiderio di shopping più autentico e conveniente.

Quando poi si ha fame non c’è che l’imbarazzo della scelta tra pasticcerie e locali che servono ogni genere di kebab per poche lire turche. I più curiosi possono approfittarne per assaggiare il kokoreç, un piatto a base di intestino di manzo o agnello arrostito, condito e servito nel pane.

Per il nuovo anno

Il mondo è un libro e chi non viaggia legge solo una pagina

Sant’Agostino

Felice anno nuovo e tante, tantissime nuove avventure!

Auguri

Auguro ad ognuno di voi un Natale ricco di esperienze gastronomiche autentiche, di quelle che rimangono nei ricordi per sempre.

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