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Termetorino: potenziale regno del benessere sabaudo

Vi è mai capitato di dover visitare un luogo più di una volta prima di riuscire a farvi un’opinione? A me è successo con Termetorino, il centro benessere nel cuore della città. Stessa proprietà delle terme di Prè Saint Didier, a Torino offrono un servizio un po’ differente per la naturale mancanza di acque terapeutiche. Il bagno giapponese, che consiste in una vasca d’acqua a 40°C e uno scrub al sale, è il mio preferito. Ma la scelta è ampia: saune, bagni di vapore, vasche interne ed esterne, idromassaggi, cascate d’acqua dall’alto potere massaggiante e sale relax tematiche.

Allora, vi chiederete, cosa mi lascia ancora dubbiosa sulla bellezza di questo centro? Ci sono stata due volte in giorni e orari diversi.

La prima volta, a metà settimana nel primo pomeriggio, la struttura era tranquilla, godibile e pulita. L’unico aspetto negativo è stato l’atteggiamento davvero poco gentile e professionale di alcune persone dello staff.

La seconda volta, di venerdì sera, mi è piaciuto meno. A parte la concentrazione di persone, che ovviamente non si può evitare, l’acqua aveva un forte odore di cloro, il rumore nelle sale interne (tra gente che urlava e acqua) era fastidioso e la pulizia, soprattutto negli spogliatoi, lasciava davvero a desiderare. Frequento centri benessere e termali ogni volta che ne ho la possibilità e le differenze con quelli all’estero (o in Trentino Alto Adige) sono macroscopiche. I prezzi innanzitutto, la pulizia ineccepibile e l’educazione dei clienti. Del galateo nelle SPA ho già parlato, è inutile ripetersi, ma penso che le regole vadano fatte rispettare, nel caso le persone non riescano a essere spontaneamente educate. Resto ancora dubbiosa…che debba provare Termetorino ancora una volta?

Foto web

Garda Termae: benessere tra i monti

Ci sono zone d’Italia che non ho mai preso in considerazione per preconcetti o consigli sbagliati. Il bello del mio mestiere, però, è quello di avere la possibilità di ravvedersi e scoprire luoghi inaspettatamente interessanti.

La parte trentina del lago di Garda è uno di quei posti che, nella mia testa, veniva frequentata solamente da persone anziane. Invece, ho scoperto che la zona offre panorami suggestivi, fatti di alti monti, valli strette, spazi dall’ampio respiro, sport acquatici e luoghi votati al benessere, come il Garda Termae.

La struttura è nata dal desiderio di un uomo di costruire qualcosa di bello che lasciasse il segno e che fosse di beneficio per le persone. E’ situata sulle sponde del lago, abbracciata dalle belle montagne circostanti. Sfrutta i benefici dell’acqua e si articola tra piscine, sale riservate, cabine per i trattamenti, vasche e saune.

Il centro, moderno nell’architettura e nei servizi offerti, è realizzato in pietra, legno e acciaio, per garantire l’igiene della piscina grande, per metà all’esterno.

La vasca di acqua salina, interamente all’aperto, è sulla terrazza adiacente al bar e offre benefici per la pelle e per la muscolatura, anche grazie ai vigorosi getti idromassaggio.

I trattamenti da provare sono molteplici, ma io ho voluto farmi trasportare in atmosfere lontane. Il gommage con il sapone nero lo conoscevo già, ma qui viene effettuato su una panca riscaldata e illuminata da luci, che apportano i benefici della cromoterapia. Il risciacquo, con acqua calda versata dolcemente da grandi brocche, rilassa i nervi e dona una sensazione di completo relax.

Per concludere il bellezza, un massaggio sul lettino fatto con sabbia al quarzo calda è quello che ci vuole. Sdraiandosi, proprio come in spiaggia, ci si crea uno spazio, che si adatti al nostro corpo. E questo è solo il primo passo di un lungo percorso di rilassamento e benessere psicofisico.

Un consiglio alle mamme italiane: un centro benessere non è un parco giochi. Qui i bimbi sono bene accetti, ma insegnate loro a comportarsi come è consono in una SPA.


Garda Termae: wellness among the mountains

In Italy there are areas that I have never taken into account for bias or wrong advice. The beauty of my job, however, is to have the opportunity to repent and find interesting places unexpectedly.
The part of Garda Lake in Trentino is one of those places that, in my head, was attended only by the elderly. Instead, I discovered that the area offers beautiful views, made of high mountains, narrow valleys, has a broad space, water sports and places rated to wellness, such as the Garda Termae.
The construction was created by the desire of a man to build something beautiful that would leave the sign and it was of benefit to people. It is situated on the shores of the lake, surrounded by beautiful mountains. It’s leverages the benefits of water and is divided between pools, private rooms, treatment rooms, baths and saunas.

The center, modern in architecture and for services, is made of stone, wood and steel, to ensure the hygiene of the large pool, half outside.

The outdoor salt water pool, is on the terrace adjacent to the bar and offers benefits for the skin and muscles, thanks to vigorous massage jets.

 

There are many treatments to try, but I wanted to carry me in far atmosphere. I already knew the scrub made with black soap, but here is done on a heated bench and illuminated by lights, which bring the benefits of color therapy. Rinsing with warm water gently poured from large jugs, relaxes the nerves and gives a feeling of complete relaxation.

To conclude, a massage on hot quartz sand is what I want. Lying down, just like on the beach, I create a space that adapts to my body. And this is just the first step in a long journey of relaxation and well being.

A tip to mothers: a wellness centre is not a playground. Here the children are welcome, but teach them how to behave in a SPA.

 

Borgo Brufa, una SPA nel cuore dell’Umbria

La collina di Brufa rappresenta un’eccellenza, paesaggisticamente parlando, della regione Umbria. Il Comune è quello di Torgiano ma la piccola frazione è un gioiello incastonato tra le colline circostanti. Caratteristica di questo luogo è la manifestazione ‘Scultori a Brufa, la strada del vino e dell’arte‘, un’esposizione a cielo aperto per grandi opere che vengono rinnovate ogni anno. Questa esperienza artistica vuole sottolineare il legame tra scultura e paesaggio, celebrando il vino come elemento di continuità con la tradizione.

Sulla sommità di una collina, in mezzo all’arte, sorge Borgo Brufa Resort & SPA, un’oasi di pace e benessere. Un antico casale sapientemente restaurato, che ha mantenuto struttura e materiali originali offrendo eleganti camere, lussuose suite, sale congressi, un ristorante che propone specialità del territorio e, soprattutto, la più grande SPA dell’Umbria a cui si può accedere anche se non si è ospiti dell’hotel.

Pietra e legno, in stile nord Europa, sono i materiali predominanti nel centro benessere. L’ambiente accogliente in cui si trovano le saune è fatto di forme sinuose che accompagnano nel percorso, rilassando corpo e mente.

L’acqua, invece, conduce quasi in un’altra dimensione. Da un lato, la grande piscina riscaldata che si apre all’esterno, offrendo una vista sulla vicina Perugia senza pari, e vestendosi di magia al calar del sole quando viene sapientemente illuminata.

Dall’altro lato due SPA private con idromassaggio e il suggestivo lago salino. Si tratta di un piccolo e limpido specchio d’acqua ad alta concentrazione di sale in cui lasciarsi galleggiare accompagnati da musica e cromoterapia subacquea. L’acqua calda ed il minerale consentono un completo rilassamento muscolare, la depurazione delle vie respiratorie oltre ad innumerevoli benefici per la pelle.

Duecento metri quadri di benessere assoluto con la possibilità di effettuare numerosi trattamenti utilizzando impianti ed attrezzature all’avanguardia con prodotti stuzzicanti come le gocce del Borgo, dove l’ingrediente principe è l’olio d’oliva umbro utilizzato per il bagno, il peeling e un impacco idratante. Oppure le Cioccole Perugine, che prevedono una serie di trattamenti a base di cacao utile ad arricchire il bagno, profumare la biosauna, e, trasformato in impacco per la schiena e in crema per il massaggio per un goloso relax. Il Rosso del Borgo, infine, sfrutta le proprietà antiage del vino, usato per massaggi ed impacchi che si concludono con una degustazione di rosso di Torgiano accompagnato da alcune delizie del territorio.

L’educazione è tutto, anche nelle SPA

Quella del benessere è una tradizione che accomuna molte culture. Ad ogni latitudine si può provare ciò che le usanze locali propongono. Ci sono Paesi che vantano fonti termali dalle straordinarie proprietà benefiche e zone in cui si è semplicemente sviluppata l’abitudine di pensare al proprio benessere psico fisico attraverso trattamenti e percorsi nelle SPA, acronimo di salus per aquam.

In ogni luogo che visito sperimento questi posti dedicati al relax perché, se li si sa apprezzare, regalano una profonda sensazione di appagamento.

Il blog trip Vita Nova si sta avvicinando a grandi passi ed ho riflettuto sul fatto che molta gente non ha la minima idea di come comportarsi in un Centro Benessere.

In quanto a regole, i giapponesi sono di certo i più rigidi. Negli onsen, le tradizionali stazioni termali, è infatti richiesto di seguire un galateo ben preciso. I giapponesi sono un popolo molto educato e pudico perciò è necessario farsi una doccia prima di entrare nelle vasche, bisogna muoversi lentamente e parlare a bassa voce per non disturbare le altre persone ed in certi posti è addirittura vietato l’ingresso alle persone con tatuaggi perché in Giappone, normalmente, se li fanno i delinquenti.

Le regole della buona educazione sono le medesime in tutto il mondo ed una cosa che mi fa sempre sorridere è vedere le reazioni delle persone alla richiesta di togliersi il costume prima di entrare nella zona riservata alle saune. L’esigenza non è dovuta a motivazioni pruriginose ma per evitare che i tessuti sintetici si arroventino con il calore, provocando ovvi problemi, e per consentire alla pelle di traspirare. Se il vostro problema è quello di farvi vedere nudi, basta avvolgersi con il telo in cotone che normalmente viene fornito all’ingresso e che non va messo sopra il costume, come la maggior parte delle persone fa, ma direttamente sulla pelle.

Altro problema è rappresentato dal terrore per i microbi. Nella maggior parte dei centri si potrebbe mangiare per terra, tanto sono puliti, è proprio il caso di entrare nel bagno di vapore con le ciabatte? In questo modo sì che si portano all’interno germi non graditi, soprattutto agli ospiti che le ciabatte non se le mettono. Se invece l’ambiente non è pulito, è meglio andarsene.

E poi genitori, abbiate pazienza, non potete pretendere di entrare con i vostri bambini facendo scenate imbarazzanti quando il limite di età è fissato ad anni dodici. Se si tratta di centri termali, il più delle volte, è un divieto dovuto alle caratteristiche delle acque che non sarebbero benefiche per i bimbi. Nel caso delle SPA, invece, è perché non ci si trova a Mirabilandia dove le piscine si possono usare per i tuffi e l’idromassaggio come box giochi. Il relax va preservato, anche a discapito dei vostri bambini, fatevene una ragione.

Perciò, che si tratti di un hammam, un centro termale tedesco o giapponese, quello che conta è l’educazione, sempre.

Tra storia e benessere

Una giornata qualunque è adatta per decidere di andare a fare un giro in Francia a visitare una bella cittadina fortificata e per trascorrere qualche ora in un tranquillo centro termale, soprattutto se la meta non dista molto per una torinese come me.

Briançon, con i suoi 1326 metri slm, è la città più alta d’Europa, dopo Davos in Svizzera. Situata alla confluenza di cinque valli è un luogo di arte e storia, tant’è che l’UNESCO nel 2008 l’ha classificata come patrimonio dell’umanità.

La porta di Pignerol segna l’accesso alla fortezza Vauban, la città alta introducendo il visitatore nelle strette e ripide vie sovrastate dalle antiche dimore da entrambi i lati. Il nome della fortezza deriva dal nome di colui che la progettò, considerato uno dei più grandi ingegneri militari di tutti i tempi.

Le Chiese, le numerose fontane e le meridiane che si trovano un po’ ovunque, sono da scoprire passeggiando per le sue strade, ammirandone i colori e le decorazioni.

Briançon è anche nota per il suo microclima caldo e secco, favorevole per la cura di patologie respiratorie asmatiche ed allergiche. Questo è dovuto all’anomala disposizione della Valle della Durance, orientata da nord a sud invece che da est ad ovest, come quasi tutte le Valli dell’arco alpino francese. Questo permette alle Alpi di bloccare ad ovest le nuvole mentre l’apertura a sud permette all’aria calda del Mediterraneo di risalire rendendo il clima secco.

A pochi chilometri di distanza, verso Serre Chevalier, situate in un ampio spazio aperto con vista sulle montagne, si trova il Centro termale di Monêtier les Bains.

Situate a 1550 metri slm, sono formate da un complesso di 4500 m² dedicati al benessere; piscine interne ed esterne con acqua termale a 45°C, saune, vasche idromassaggio, bagno irlandese.

La struttura, perfettamente integrata con l’ambiente circostante, è costruita interamente in legno, vetro e pietra ed è illuminata costantemente dalla luce del sole, essendo orientata verso i quattro punti cardinali.

Le acque di questa fonte sono particolarmente indicate per problemi dermatologici e dolori reumatici. Erano conosciute già ai tempi dei romani quando la cittadina si chiamava Stabatio. Nel Medioevo il nome cambiò in Monestier de Briançon, per la presenza di un Monastero, con l’evoluzione della lingua francese poi diventò Monêtier.

Nel 1893, per decisione del Consiglio municipale, il nome venne cambiato in Monêtier les Bains al fine di promuovere l’attività termale, venne così costruita una struttura atta a sfruttare l’acqua calda.

Dopo un lungo periodo di declino, il centro termale venne rinnovato nel 2008 con la costruzione di piscine e di tutto ciò che è disponibile oggi.

Anche in questo piccolo paese vale la pena fare un giro per visitare una delle botteghe artigianali o per assaggiare qualche specialità locale, come la Tartiflette.

Tartiflette

ingredienti:

1 formaggio reblochon, 500g di patate, 2 cipolle medie, 250g di pancetta

In una padella far dorare le cipolle affettate finemente. Aggiungere la pancetta tagliata a dadini e lasciare cuocere per 10 minuti. Lessare le patate e tagliarle a fette.

Mettere le patate insieme alla cipolla e alla pancetta in una terrina di coccio Scaldare il forno a 200°C.

Tagliare il reblochon a pezzi e sistemarlo sugli altri ingredienti nella teglia con la crosta verso l’alto. Infornare e lasciar cuocere per 25 minuti.

Servire caldo con insalata verde e salumi.