Finlandia: dove il vuoto si fa pienezza


Mi sono avvicinata alla Finlandia con sospetto. Ero quasi certa che non mi avrebbe conquistata: troppa natura e niente storia sono due ostacoli insormontabili per me. Mi immaginavo lunghe giornate fatte di passeggiate, un giro in barca e il necessario per portare a casa un buon reportage.

Eppure, l’aria limpida, la luce magica e i raggi del sole che impiegavano almeno due ore prima di scomparire dietro la linea dell’orizzonte mi hanno lasciata senza fiato. La Finlandia – in particolare la zona dell’arcipelago – costringe a riflettere, a pensare e, soprattutto, a svuotare la mente da pensieri e preconcetti. Solo nel vuoto, infatti, si può raggiungere una vera pienezza fatta di sensazioni, emozioni e meraviglia per le cose più semplici, che normalmente nemmeno noteremmo. Le spore dietro le felci, gli argentei licheni dalla consistenza ruvida, ma con un importante ruolo ambientale; e poi le persone, che nonostante la fama da orsi solitari, si sono dimostrate gentili e curiose.

 

 

E ancora, il silenzio, la mancanza di traffico, gli animali selvatici, i mirtilli da raccogliere in quantità lungo i sentieri, i riflessi sull’acqua calma (e per niente salata) del Mar Baltico, il sole caldo che si fonde con l’aria gelata, la nebbia che rende mistici i boschi.

La Finlandia è dove ci si diverte con poco, perché poco è quello che si ha a disposizione: un mercatino con una decina di bancarelle è motivo di ritrovo, festeggiamenti e allegria collettiva. Ai bambini, invece, basta correre intorno ad alcune balle di fieno per ridere a crepapelle.

La natura insegna a guardare oltre l’apparenza e a sentire più forte quello che abbiamo dentro. Un viaggio qui fa ritrovare il centro e ridimensiona la quotidianità.

La Finlandia, per me, è stata una scoperta che vorrei approfondire, andando più nord in cerca dell’Aurora Boreale e della neve. E anche dei licheni da assaggiare, che questa volta non ho avuto modo di trovare.