Sri Lanka: consigli per un viaggio perfetto


Ogni ritorno è felicità, ma anche nostalgia.

Nostalgia per le giornate senza orari, per le sere stellate, per la stanchezza dovuta al tanto camminare, per i sapori nuovi e la lentezza da vivere senza rimorsi.

Ma quando si torna da un Paese come lo Sri Lanka, a questa lista si aggiunge il desiderio di ascoltare altre storie, di scambiare sorrisi e respirare spiritualità sincera.

Lo Sri Lanka ha riaperto al turismo solo da tre anni, dopo gli anni di guerra civile finita sette anni fa. Si sta affacciando a questo settore con curiosità e fiducia, anche se mi piacerebbe che rimanesse esattamente così: selvaggio.

Nonostante questo, voglio condividere con voi le mie impressioni e alcuni consigli per organizzare un viaggio che si avvicini alla (mia) perfezione.

Cos’è per me il viaggio perfetto?

Un viaggio di scoperta, che includa soprattutto siti ricchi di storia in un Paese dove sia facile entrare in contatto con la gente grazie alla sua accoglienza. Solo così riesco a incamerare emozioni, ricordi e sensazioni che valgano la pena di essere raccontati.

Il mio itinerario in Sri Lanka

Il viaggio è stato organizzato nel dettaglio prima di partire, con tanto di prenotazioni alberghiere. Non è il mio modo abituale di viaggiare, ma in Sri Lanka, ad agosto, il rischio di rimanere senza hotel sembrava (almeno sulla carta) piuttosto alto, soprattutto perché viaggiavamo in quattro. Con gli hotel (prenotati tutti su Booking) è andato tutto bene a eccezione con quello di Kandy, che in fatto di rapporto qualità/prezzo lasciava molto a desiderare, ma soggiornare nei giorni dell’Esala Perahera (il festival buddista più importante) è un po’ come andare a Venezia durante il carnevale.

Tre settimane di viaggio su questa rotta: Negombo, Kandy, Habarana (per visitare la rocca di Sigiriya, Dambulla, Plonnaruwa e il Buddha di Awkana), Trincomalee, Batticaloa, Kataragama, Galle, Negombo. In ogni località, scelta in maniera strategica, siamo rimasti qualche notte, in modo da non cambiare albergo troppo spesso e da non fare trasferimenti troppo lunghi.

Come ci siamo mossi

In principio abbiamo pensato di affittare un’auto e muoverci in autonomia, ma abbiamo scoperto presto che per guidare in Sri Lanka era necessario recarsi, con la propria patente italiana, negli uffici della motorizzazione di Colombo e sperare di avere in fretta il permesso per circolare. Abbiamo così desistito, non potendo rischiare di perdere troppo tempo nell’attesa, e deciso di affidarci a un tour operator locale per trovare un driver. Tra quelli contattati, abbiamo scelto Buddi Tours. Il proprietario si è rivelato gentile e affidabile, così come il driver che ci ha assegnato: ha subito capito a cosa fossimo interessati e si è reso molto disponibile in un paio di emergenze. Dovessi tornare in Sri Lanka, mi affiderei a Buddi anche per la prenotazione degli hotel: è in grado di fornire un’ampia (e selezionata) scelta; lui stesso gestisce, con la moglie, un delizioso ed economico b&b a Negombo, il Bee Nest.

Consigli vari

A Kandy per Esala Perahera: il festival è scenografico e coinvolgente, ma la situazione è delirante. Si può vedere la parata restando per strada in mezzo alla gente oppure acquistando i biglietti per i posti a sedere. Nel primo caso è da tenere in considerazione che i singalesi iniziano a prendere posto sui marciapiedi già alle 10 del mattino (la parata inizia alle 20) e sarà impossibile trovare un buon posto senza arrivare molte ore prima. Nel secondo caso, consiglio di non acquistare i biglietti in hotel o, comunque, senza aver visto di persona dove sono situate le sedie: tutti vi prometteranno un’ottima visuale, ma difficilmente la otterrete davvero se non avrete verificato di persona. I biglietti, in media, costano sui 50 euro a testa ma presso il Queen’s Hotel – una delle postazioni migliori, proprio di fronte al tempio del dente di Buddha – salgono a 90.

 

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Andare al mare: innanzitutto, bisogna sapere che per questioni climatiche bisogna scegliere la costa ovest durante il nostro inverno, e la costa est in estate. Proprio come in Thailandia, il vento e le forti correnti possono rovinare il vostro soggiorno al mare.

La costa est:

  • Le spiagge famose di Trincomalee sono Uppuveli e Nilaveli: scegliete la prima se volete un po’ più di movimento (ma non aspettatevi Ibiza) e la seconda se vi piacciono le spiagge davvero deserte. Per godersi a pieno il relax, comunque, è meglio optare per un hotel che affacci direttamente sulla spiaggia.
  • Le spiagge di Batticaloa sono, invece, Passiudah e Kalkudah: entrambe si trovano a circa 30 chilometri dal centro abitato, quindi spendete qualche soldo in più e prenotate un albergo in spiaggia. Sono entrambe selvagge e molto tranquille. Lo Sri Lanka non è adatto a chi cerca vita notturna. 😉
  • Arugam Bay, se vuoi fare surf e/o cerchi un’atmosfera freak.

 La costa ovest:

  • La zona di Dickwella e Mirissa è certamente la più bella di questa costa. Le insenature e le rocce rendono il litorale molto vario e attraente.
  • Galle: forse non adatta per il mare, ma la cittadina è davvero deliziosa e ricca di negozi originali.

Insetti: non ci sono problemi particolari, tranne a Kataragama, dove la pioggia fa uscire centinaia di migliaia di cimici nere e puzzolenti che si insinuano in ogni dove (anche addosso, visto che volano). Pare che la stagione peggiore sia tra dicembre e gennaio, ma non oso immaginare cosa possa essere dato quello che ho visto con i miei occhi ad agosto. Non sono pericolose, ma se siete insetto-fobici partite attrezzati con tuta da apicoltore!