Sri Lanka e ayurveda: erbe e giusta alimentazione per curare corpo e mente


I ricordi dello Sri Lanka non si affievoliscono, anzi, si rafforzano alimentati da una strana nostalgia. Sono pochi i Paesi che, tornando a casa, mi hanno lasciato il desiderio di tornare a breve e l’antica Ceylon è uno di quelli. Sarà per i sorrisi e per il calore del popolo, per l’atmosfera di pace che si respira nei templi, per l’onnipresente profumo di incenso o per la bontà del suo famoso tè, non lo so. So per certo, però, che non riesco a smettere di pensarci e che, come spesso mi accade, l’unico modo per combattere la nostalgia è scriverne. (Il reportage completo lo trovate qui >>> Samsara)

Un aspetto che mi ha incuriosita già prima della partenza è quello che riguarda l’ayurveda. Seguo questo stile di vita da oltre due anni e volevo capire le differenze tra l’ayurveda praticata in India e quella dello Sri Lanka.

 

Regole base dell’ayurveda

 

 

Per millenni l’ayurveda è stata considerata la più antica delle medicine, fino all’avvento dell’Impero Britannico che la bandì fino al 1980, anno in cui il Congresso Nazionale dell’India le attribuì nuovamente uno status ufficiale.
L’alimentazione ayurvedica ha lo scopo, insieme alla pratica dello yoga e ai massaggi, di prevenire le malattie nei soggetti sani e di curarle negli individui malati cercando di raggiungere e mantenere l’equilibrio energetico di ciascuno. Questo tipo di alimentazione comprende sei gusti: dolce, acido, salato, piccante, amaro, astringente e ognuno serve a equilibrare i tre dosha (tipologia di individuo). Mangiando nel modo corretto si digerisce meglio, il sangue scorre correttamente e così via. Una volta capito a quale dosha appartiene il proprio organismo attraverso un facile test, ci si organizza per trovare la salute anche a tavola. Le spezie da utilizzare sono numerose e tutte deliziose: curcuma, cumino, cardamomo, peperoncino…ma ricordate che ogni madre di famiglia, ogni cuoco di ristorante o di bancarella ha la sua ricetta personale, non ne esiste una valida universalmente. In India mangiare non è solo alimentarsi: è un modo di curarsi oltre a essere anche un rito, un’arte. Lo stesso vale per lo Sri Lanka, dove però sono maggiormente legati alla terra e alla raccolta diretta delle piante da utilizzare come medicina.

 

La cucina ayurvedica in Sri Lanka

 

Il famoso chef cingalese Sepablis Silva, direttore della promozione culinaria presso il Mount Lavinia Hotel di Colombo, durante uno showcooking ha sottolinea i principi di una sana alimentazione:

  • Qualità degli ingredienti e assenza di ogni prodotto artificiale o chimico.
  • Utilizzo di molti vegetali e poche proteine animali.
  • Impiego di ghee (burro chiarificato) e molte spezie; soprattutto peperoncino.
  • Ricerca dell’equilibrio dei sapori.

Silva ha viaggiato nei luoghi più remoti del Paese per cercare ingredienti tipici, ma ormai sconosciuti, da studiare e utilizzare per la cura delle malattie. Il rispetto che dimostra per il cibo è commovente e ha tenuto a spiegare che quando si cucina è necessario essere concentrati, grati, esprimere amore e sorridere: solo così un piatto potrà essere davvero buono e benefico.

Nota importante

Per quanto informarsi sulle proprietà di spezie e alimenti in generale sia ormai semplice, l’ayurveda è una medicina a tutti gli effetti. È facile incappare in persone non qualificate che si definiscono operatori ayurvedici senza averne davvero le competenze, perciò se intendete intraprendere questa via, qualunque sia la motivazione, rivolgetevi a qualcuno che sia anche medico. Se vi servono indicazioni su Torino e Milano, sarò felice di fornirvele.