La Digue, la più bella delle Seychelles


“Vittorio, io non vado in bicicletta da… boh, non ricordo nemmeno da quando.”

“Ma sì dai, non si dimentica mica!”

“Sarà, però tu vai piano e stammi vicino.”

Così è iniziata la visita a La Digue, piccola e splendida isola delle Seychelles.

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Si arriva in traghetto, con una breve traversata da Praslin, e al porto è possibile affittare una bici: La Digue è quasi interamente pedonale. Con il sole che brucia la pelle e l’aria tra i capelli, pedaliamo fino ad Anse Source d’Argent, la laguna a oriente formata grazie alla presenza di un’estesa barriera corallina. Le rocce levigate dall’acqua limpida e calda assumono forme sempre diverse.

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La Digue è poesia. Una di quelle delicate, che con poche parole riescono a delineare leggere pennellate di colore. Un haiku elegante, da leggere e rileggere per interpretarne le diverse sfumature, senza annoiarsi mai.

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Io non so cosa sia stato, se la tranquillità dell’isola o l’emozione di aver usato una bicicletta senza farmi male (non prendetemi in giro 😉 ), ma La Digue è l’isola delle Seychelles dove vorrei tornare, un giorno, per trascorrere molto più di quelle poche ore. Vorrei farmi cullare dalla sua brezza al tramonto, tuffarmi nelle acque calme di prima mattina e camminare senza meta, per conoscerne gli angoli più intimi.

Lo spirito delle Seychelles

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Assaggio, assaggio tutto. E spesso quello che mangio (e bevo) mi piace tanto. È stato il caso del’autoctono rum Takamaka, rigorosamente scuro e invecchiato. Viene prodotto a Mahé nella tenuta La Plaine Saint André con l’acqua pura proveniente da falda artesiana e canna da zucchero bio, coltivata sulla più grande delle isole. Viene distillato in tre alambicchi di rame e poi lasciato invecchiare in botti di rovere francese e americano. Il risultato è un rum di lusso, ottimo puro ma anche nei cocktail. Non può mancare al tramonto, accompagnato da chips di platano e banana.

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