Parigi insolita: home restaurant e auto vintage


Se amate la vita amerete la Francia“, si diceva all’inizio di Caccia al Ladro di Alfred Hitchcock, e credo che la frase ben si addica anche alla sola Parigi.

È una città viva, che ha saputo andare avanti a testa alta anche dopo i recenti attentati e che vuole, ostinatamente, far vedere al mondo quanto è bella.

Se volete vedere una Parigi insolita, dovete provare un paio di esperienze che vi faranno entrare a contatto con le persone e vi mostreranno le vie e i palazzi in un modo diverso.

 

VizEat: cenare a casa di sconosciuti

 

cena vizeat

In Italia c’è molta polemica intorno agli home restaurant. I ristoratori sono arrabbiati perché vedono potenziali concorrenti all’orizzonte; le persone comuni, invece, lamentano la mancanza di una legislazione in fatto di norme sanitarie. In Francia sembra essere diverso. Pare che il pubblico abbia accolto molto bene VizEat e l’opportunità di ospitare e farsi ospitare intorno a una tavola conviviale, con l’opportunità di conoscere nuove persone e mangiare qualcosa di diverso. In pratica, dopo essersi registrati, si cerca un evento e ci si prenota. La cosa interessante è che si può scegliere tra social dinner in tutto il mondo, così se si ha in programma un week end a Barcellona, ci si può prenotare da casa prima di aprtire. Io e il mio gruppo abbiamo avuto la fortuna di cenare da Diane, che oltre a essere una meravigliosa ospite dalla vita avventurosa, ha anche una casa con una terrazza dalla strepitosa vista su Parigi su cui alleva le api. Così, tra un calice di champagne, un pollo al curry e moltissime risate abbiamo parlato di noi e sognato di poter restare lì ancora un po’. Il cibo, per me, non conosce frontiere e questo è un ottimo modo di approfondire una cultura e, perché no, farsi nuovi amici.

 

Parigi da vedere a bordo di una 2CV

 

2CV

Stanchi di camminare e correre su e giù per le scalinate della Metro? Oppure, semplicemente, avete voglia di godervi la Ville Lumière in un modo insolito? Un tour a bordo di una 2CV è, forse, la scelta più divertente che potreste fare. Il progetto 4 roues sous 1 parapluie è nato nel 2003 per dare un nuovo servizio ai turisti che vogliano assaporare l’arte di vivere francese.

Ma come è nata la 2CV?

Le origini della piccola auto francese risalgono alla metà degli anni Trenta, quando Pierre-Jules Boulanger venne chiamato a sistemare i bilanci della Citroën, che nel 1934 aveva rischiato la bancarotta per realizzare la rivoluzionaria Traction Avant. Boulanger riuscì nell’intento e arrivò il momento di concedersi una vacanza in Auvergne.

In questa fertile regione della Francia scoprì che eran oin pochi a possedere un’auto e allora prese il suo taccuino nero e scrisse “Voglio quattro ruote sotto a un ombrello, in grado di trasportare una coppia di contadini, cinquanta chili di patate e un paniere di uova attraverso un campo arato, senza rompere un uovo“; aggiunse che avrebbe dovuto essere economica, affidabile e semplice. Tornò in azienda, consegnò le direttive al progettista a cui affidò il compito di creare un’auto sostitutiva dei due cavalli che ogni contadino usava in campagna. Così, nel 1939, nacque la TPV (trés petite voituretrés) ma per scegliere il giusto prototipo ce ne vollero 250. Nel 1940, però, le nuvole nere della Seconda Guerra Mondiale oscuravano i cieli d’Europa, le truppe naziste aggiravano la linea Maginot e valicavano il confine con la Francia. Così, lo stesso Boulanger decise di far distruggere tutti i prototipi della TPV perché non cadessero in mani naziste. Si sarebbe scoperto solo negli anni Ottanta che tre prototipi sopravvissero, nascosti sotto al tetto di paglia di un edificio del centro prove Citroën. Nel 1945 Boulanger pensò a dare alla futura 2CV un aspetto più gentile, convocando il designer italiano Flaminio Berton. Il successo fu travolgente e il resto è storia.

Consigli per il soggiorno

Per dormire potete scegliere l’elegante The Molitor Hotel, un po’ fuori mano ma vicino alla Metro con cui potrete muovervi in comodità. Inaugurato nel 1929 era famoso per le sue due piscine olimpioniche e l’atmosfera avant-garde. Chiuso nel 1989 e dichiarato monumento storico, l’edificio divenne il luogo prediletto dagli artisti. Oggi è un grande albergo di cui l’arte è parte integrante e che include la SPA Clarins più grande d’Europa.

Per cenare, poco distante dall’hotel sempre nel 16° arrondisement, c’è la Grand Cascade: 1* Michelin. Uno splendido padiglione del 1850, a pochi passi dalla Grande Cascata del bois de Boulogne dove gustare una cucina raffinata sotto la maestosa rotonda o sulla splendida terrazza.

Info generali: Atout France | Paris Official

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