Macao, caos e biscotti


Macao era una destinazione rimasta troppo a lungo nel cassetto dei desideri. Uno di quei posti che immaginavo di vivere a fondo e con la calma che contraddistingue le mie esplorazioni. Già prima di partire, però, troppe persone mi avevano detto di non dedicarle più di una giornata perché non ne valeva la pena. Così ho fatto e l’ho visitata in una giornata, rientrando la sera a Hong Kong e ringraziando con il pensiero chi mi aveva avvertita.

Macao si affaccia sulla parte meridionale del Mar Cinese e si trova sul lato occidentale del Fiume delle Perle. L’arrivo via mare – circa due ore di barca veloce da Hong Kong – è tanto scenografico quanto complicato. Tra i tanti controlli dell’immigrazione e riuscire a capire come raggiungere il centro, ci va un po’ di tempo per decidere dove dirigersi.

macao_bambu

Se, come me, non si è interessati al gioco d’azzardo e alle mille gioiellerie di cui è disseminata la città, l’unica zona godibile è la parte interna dalle origini coloniali. Piazza del Senado è il cuore di tutto: ristoranti, caffetterie e negozi sono dislocati in questa zona pedonale. Da qui non resta che vagare, curiosando nelle botteghe e assaggiando le specialità locali.

Macao è stato il primo e l’ultimo paese in Asia a essere colonizzato dagli europei. I portoghesi, infatti, vi si stabilirono nel XVI secolo e lo abbandonarono nel 1999.
Oggi è una regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese, governata secondo il principio di “un paese, due sistemi”. Nonostante non sia più una colonia, la lingua ufficile è ancora il portoghese, insieme al cantonese, e le influenze europee sono evidenti nelle piastrelle azzurre che indicano i nomi delle strade, nella pavimentazione stradale e nei rigogliosi giardini.

macao_tempio

Si dice che Macao sia un Paese di lunga vita: qui l’età media è di 84,4 anni e, nella classifica mondiale, occupa il secondo posto dopo Monaco. Pare che questo sia dovuto alla rapida crescita economica, anche se una grossa fetta delle entrate proviene dal gioco d’azzardo (Macao ha superato Las Vegas in quanto a fatturato).

Per nulla rapita dalle imponenti e pacchiane architetture dei casinò, ho trascorso il tempo a osservare dettagli, rifugiandomi a volte nella tranquillità dei templi. Per le strade c’era troppo caos creato da persone di fretta, senza interesse vero per ciò che avevano intorno.

almond cookies

Tra i sapori che mi sono rimasti impressi c’è quello dei tradizionali biscotti di mandorle, un souvenir molto amato dai turisti. Assomigliano alle tortine della fortuna cinesi e quasi ogni pasticceria ne offre una diversa variante. Nacquero nel 1920 ed ebbero subito una grande successo di pubblico. Ancora oggi esistono dei negozi che li producono da oltre settant’anni, come la Yee Kee Bakery e la Choi Heong Yuen Bakery.

Il procedimento per preparare questi biscotti di mandorla è semplice. È sufficiente fare un impasto con farina, strutto, zucchero e mandorle tritate, inserire il composto in stampi singoli e aggingere all’interno delle mandorle intere. Cuocere nel forno a 180C° per circa venti minuti. Anche se esistono molte aziende che producono i biscotti industrialmente, nelle pasticcerie del centro di Macao vengono ancora preparati a mano.

macao_offerte