
Se siete approdati qui, probabilmente state partecipando alla prima Caccia al Tesoro VIA su Internet? Qui sul mio blog, in questo post, ospiterò la terza tappa. Vi aspetto!
Chiunque potrà partecipare anche a gioco già iniziato ma ovviamente dovrà cominciare dal principio! Per tutte le info vai alla pagina Facebook di VIA
Liberate la vostra voglia di divertimento e battetevi valorosamente fino all’ultimo indizio! Buona fortuna a tutti.
PARTE 1
Carissima Zia,
vorrei raccontarti di un viaggio bellissimo che ho fatto pochi mesi fa, in compagnia di alcuni amici.
Siamo andati alla scoperta del Marocco, una terra meravigliosa, tutta da scoprire e che ha davvero molto da offrire.
Dune di sabbia rossastra si alternano ad alte montagne rocciose, lunghe spiagge bianche e distese di mare blu intenso, selvatiche radure, Medine silenziose e souq vivaci e colorati.
Il Marocco è tutto questo e molto altro ancora…
Bel nome avete scelto! La tajine è uno dei piatti marocchini che preferisco
Good Luck
Giammai potranno eclissarsi dalla mia memoria quei sempre freschi dolci ricordi legati a te Zietta cara:
Le nostre infinite briscole che mi vedevamo perdente e pagante, gli innumerevoli spritz di cui mai fosti sazia.
Né tantomeno i tanti braccio di ferro che ti videro costretta a lasciarmi dinanzi la porta del pronto soccorso del San Camillo, quella sera che a Treviso al terzo K.O. il mio fragile braccino, quello di un ragazzino di soli sette anni, cedette contro la furia tutt’altro che ribelle di te, Zia bella, che avevi appena 39 anni.
Nel tempo è stato più che piacevole, come definirlo, idilliaco constatare come il nostro rapporto si rafforzava. Mamma e Babbo, dopo tanti sacrifici e tutti voti alti mi regalarono finalmente il motorino. Tutto blu, doppia sella, te lo ricordi Zia? Era il più bello scarafaggio della Faggio che ci fosse in circolazione.
La sera stessa, mentre io dormivo, tu andasti con un paio di amici a ballare a Mestre. Bei tempi quelli. Mi ricordo quella stupenda foto in cui ti immortalò quel poliziotto di Belluno, Tu che guidavi, un uomo barbuto ti sedeva dietro aggrappato con una mano al tuo seno sinistro e con l’altra beveva da una bottiglia di vetro che a me sembrava piena d’acqua. Mentre seduto davanti, il piccolo Benjamin, il nano del circo di Bassano del grappa, si allattava all’altro seno, dando le spalle alla strada.
Ricordo che il motorino fu sottosequestro due anni e più. E tu, in preda ad un gran rimorso, andasti a vendere la mia bicicletta, per evitare che qualcos’altro a due ruote mi facesse venir nostalgia del motorino.
Con quei soldi comprasti dell’acqua identica a quella che aveva l’uomo barbuto nella foto e me ne ofristi un po’, poi un altro po’, e infine ancora un po’… poi non ricordo più nulla se non un gran mal di testa e la mamma che mi prendeva a ceffoni dandomi del disgraziato.
Tu quella volta desti la colpa alle mie cattive frequentazioni per evitare troppe tensioni in casa.
È praticamente impossibile per me dimenticare anche un solo minuscolo episodio della mia vita e della tua insieme, Zia meravigliosa. Per questo e soprattutto perché ho le prove di tutto quello che ti ho scritto finora e di tanto altro ancora, (non dimenticare la mia mano di plastica, perché quella volta allo zoo mi dicesti che i coccodrilli erano pescivori, nel senso che mangiavano solo ed esclusivamente pesce). Verrai con me quest’anno in Finlandia a vedere l’aurora boreale.
Ho alcune analisi da portare avanti sulla resistenza del corpo umano al freddo. Sarà tutto a mie spese naturalmente e in caso contrario ti molesterò, torturerò, ti constringerò a pane ed acqua, fino a che, in punto di morte, ti denuncerò.
Si va su a Nellim, farà caldo quel periodo, portati solo T-shirt, non preoccuparti.
Tuo nipote adorato,
Franz
Ricordo che il motorino fu sottosequestro due anni e più. E tu, in preda ad un gran rimorso, andasti a vendere la mia bicicletta, per evitare che qualcos’altro a due ruote mi facesse venir nostalgia del motorino.
Con quei soldi comprasti dell’acqua identica a quella che aveva l’uomo barbuto nella foto e me ne ofristi un po’, poi un altro po’, e infine ancora un po’… poi non ricordo più nulla se non un gran mal di testa e la mamma che mi prendeva a ceffoni dandomi del disgraziato.
Tu quella volta desti la colpa alle mie cattive frequentazioni per evitare troppe tensioni in casa.
Francesca :”Rosolli e Kalakukko”
Giammai potranno eclissarsi dalla mia memoria quei sempre freschi dolci ricordi legati a te Zietta cara:
Le nostre infinite briscole che mi vedevamo perdente e pagante, gli innumerevoli spritz di cui mai fosti sazia.
Né tantomeno i tanti braccio di ferro che ti videro costretta a lasciarmi dinanzi la porta del pronto soccorso del San Camillo, quella sera che a Treviso al terzo K.O. il mio fragile braccino, quello di un ragazzino di soli sette anni, cedette contro la furia tutt’altro che ribelle di te, Zia bella, che avevi appena 39 anni.
Franz Rosolli e kalukko
PARTE 4
Riprendiamo il viaggio in direzione nord-ovest, alla volta di Fès, capitale dell’artigianato marocchino: affascinanti lavorazioni di legno di cedro, ceramiche blu cobalto e tintura dei tessuti. La sua Medina ospita il “Souq dei tintori”, dove artigiani marocchini colorano le pelli intingendole in vasche di colore, poste sui tetti degli edifici. La vista dall’alto è surreale, piccole piscine colorate e orizzonti di pelli stese al sole ad asciugare.
PARTE 5
Avrei ancora moltissimo da raccontarti, cara zia, ma non mi basterebbe una notte intera.
Il Marocco è un paese magico, capace di incantarti con la sua storia millenaria, la sua cultura misteriosa, la natura selvaggia, i deserti aridi, le imponenti montagne e le bianche spiagge.
PARTE 2
Abbiamo visitato varie città: Marrakech naturalmente e la piazza Jemaa El Fna, magica e chiassosa con i suoi venditori di arance il giorno e baracchini fumosi di carne alla griglia la notte. Vista dall’alto sembra quasi un’isola infuocata di una città incantata.
E poi il souq, dove si alternano bancarelle di spezie, bene in mostra in alte piramidi di polvere giallastra e pareti di “babouche”, coloratissime e morbide come cuscini.
PARTE 3
Ci spostiamo verso il sud, alla volta di Essaouira, città di mare racchiusa in una fortezza recentemente dichiarata Patrimonio mondiale dell’Unesco.
Stormi di gabbiani bianchi volteggiano indaffarati sulle sponde del porto della città, dove i pescherecci si fermano a riposare dopo una notte di intenso lavoro e l’oceano, in movimento, solleva una brezza fresca e leggera.
Bravissimi TAJINE DI POLLO!!!
Avete conquistato la terza tappa.
Per il momento siete in testa alla gara!
Buon proseguimento d’avventura!
Ho alcune analisi da portare avanti sulla resistenza del corpo umano al freddo. Sarà tutto a mie spese naturalmente e in caso contrario ti molesterò, torturerò, ti constringerò a pane ed acqua, fino a che, in punto di morte, ti denuncerò.
Si va su a Nellim, farà caldo quel periodo, portati solo T-shirt, non preoccuparti.
Nel tempo è stato più che piacevole, come definirlo, idilliaco constatare come il nostro rapporto si rafforzava. Mamma e Babbo, dopo tanti sacrifici e tutti voti alti mi regalarono finalmente il motorino. Tutto blu, doppia sella, te lo ricordi Zia? Era il più bello scarafaggio della Faggio che ci fosse in circolazione.
La sera stessa, mentre io dormivo, tu andasti con un paio di amici a ballare a Mestre. Bei tempi quelli. Mi ricordo quella stupenda foto in cui ti immortalò quel poliziotto di Belluno, Tu che guidavi, un uomo barbuto ti sedeva dietro aggrappato con una mano al tuo seno sinistro e con l’altra beveva da una bottiglia di vetro che a me sembrava piena d’acqua. Mentre seduto davanti, il piccolo Benjamin, il nano del circo di Bassano del grappa, si allattava all’altro seno, dando le spalle alla strada.
Gianluca
“Rosolli e Kalakukko”
È praticamente impossibile per me dimenticare anche un solo minuscolo episodio della mia vita e della tua insieme, Zia meravigliosa. Per questo e soprattutto perché ho le prove di tutto quello che ti ho scritto finora e di tanto altro ancora, (non dimenticare la mia mano di plastica, perché quella volta allo zoo mi dicesti che i coccodrilli erano pescivori, nel senso che mangiavano solo ed esclusivamente pesce). Verrai con me quest’anno in Finlandia a vedere l’aurora boreale.