Amo assaggiare, cucinare, miscelare, creare, annusare e, alla fine, scrivere di ciò che ho provato. A volte però penso
che sia giusto parlare anche di piatti che ho assaggiato ma che non ho particolarmente gradito. Se non sono piaciuti a me non è detto che non possano essere graditi ad altri.
Un amico turco mi ha raccontato la storia di un piatto tipico dell’est del suo Paese che ho assaggiato una volta, per caso.
Attraversato lo Stretto dei Dardanelli a Gelibolu, ci siamo ritrovati affamati alla ricerca di qualcosa di commestibile. Si sa in Turchia non è difficile trovare del cibo ma quel giorno in quel luogo, non si riusciva a trovare molto.
Il primo locale aperto pubblicizzava sull’insegna “çiğ köfte”.
Bene! Ho pensato, fanno le köfte, succose e saporite polpette, non ho però pensato di tradurre la parola che precedeva il termine che conoscevo.
Entriamo nel piccolo negozio e, a gesti, facciamo capire che vogliamo due panini. Prendiamo da bere, ci sediamo e, quando dopo un solo minuto di attesa, ci portano i nostri piatti, ci guardiamo un po’ interdetti ma per nulla preoccupati.
Addentiamo quello che poteva assomigliare a tutto tranne che a qualcosa di caldo e cotto; scopriamo infatti che çiğ significa proprio “crudo”.
Questo piatto, originario di Urfa, ha una storia antica. Un cacciatore, che viveva all’epoca di Abramo, tornò a casa dopo aver catturato un cervo e chiese alla moglie di cucinarlo. Quest’ultima disse che non c’era più legna a disposizione perché tutto il legname a della zona era stato usato per preparare la pira di Abramo.
Il cacciatore non replicò lasciando alla moglie il compito di risolvere il problema. La donna a quel punto scelse la carne più magra, quella della coscia, la mise su di una pietra ed iniziò a macinarla aggiungendo del farro, peperoncino e sale. Ridusse il tutto ad una poltiglia e iniziò a lavorarla con le mani mescolando prezzemolo tritato e cipollina fresca.
L’ ìsot, peperoncino in curdo, è l’ingrediente fondamentale di ogni preparazione dei piatti tipici di Urfa. In questa zona ogni anno, quasi ogni famiglia, ne prepara secondo le proprie abitudini dai 200 ai 400 Kg.
Tra tutti i meravigliosi piatti turchi questo non è tra i miei preferiti soprattutto perché non amo la carne cruda, però è una preparazione molto leggera e facilmente digeribile. Le çiğ köfte vengono solitamente servite con un’insalata mista e fette di limone da spremere sulla carne.
Non fidatevi dei miei gusti, provatele di persona.
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Foto: archivio web
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[...] Quanto io ami la Turchia credo sia chiaro a tutti. E’ altrettanto palese e reale però che, nonostante ne sia profondamente innamorata, io riesca ad essere sufficientemente oggettiva per vederne i difetti. Tanto mi piace la sua cucina, ad esempio, quanto non riesco ad esimermi dal parlare anche dei piatti che non mi piacciono come le çig köfte. [...]