Bisanzio, città greca; oppure Costantinopoli, come capitale dell’Impero Romano d’Oriente o Istanbul in turco, capitale
dell’Impero Ottomano. Comunque la si voglia chiamare questa è la Città che porta in Oriente. La prima volta che la vidi avevo solamente sette anni ma già ne rimassi affascinata. Da allora sono trascorsi trent’anni, l’ho visitata molte altre volte ed ogni volta mi colpisce al cuore.
Ne amo le vie vivacemente vissute ad ogni ora del giorno e della notte, mi piace perdermi nei variopinti bazaar, riposarmi negli hammam, sedermi a guardare il mare, aspettare fuori dalla Moschea Blu che i fedeli terminino la loro preghiera per poter ammirare, ogni volta, le maioliche finemente decorate. Il Palazzo di Topkapi, situato tra il Corno d’Oro ed il Mar di Marmara, era il Palazzo dei Sultani durante l’Impero Ottomano e ancora adesso sembra di intravederne qualcuno mentre si passeggia nei suoi viali; i giardini sempre curati, le stanze dell’harem, la sala del tesoro dove vengono custoditi il famoso pugnale “Topkapi” (che più volte hanno tentato di trafugare) ed il diamante dal taglio a goccia più grande al mondo. Tanti sono i luoghi canonici da
visitare ed ancora di più le vie dove andare a curiosare senza una meta precisa.
Lo street food turco è delizioso, ma se una sera volete concedervi una cena con i fiocchi a base di pesce non potete non andare a Kumkapı, nel quartiere di Eminönü bagnato dalle acque del Mar di Marmara. Fino a tempi non lontani era una zona abitata soprattutto da armeni ed è ancora sede del Patriarcato armeno di Costantinopoli. Si può facilmente raggiungere in taxi o con il treno suburbano, una sorta di metropolitana fuori terra.
Sul lungomare si trovano numerosi banchi di pesce alle cui spalle ci sono i relativi ristoranti. Si susseguono l’uno all’altro e in nessuno rimarrete delusi. Se però
volete togliervi dal rumoroso ambiente dei pescivendoli, basta attraversare la strada e vi ritroverete nel grazioso quartiere retrostante il lungomare. Anche qui non è difficile trovare un buon ristorante e, dopo cena, fare una piacevole passeggiata in mezzo a belle case in stile ottomano illuminate dalle numerose luci e insegne dei molteplici locali.
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